
Nei primi mesi è molto comune, ma con qualche accorgimento può essere tenuta sotto controllo
Nausea e vomito sono due tra i sintomi più comuni della gravidanza, ne soffre infatti il 90% delle future mamme. Per alcune donne la nausea è, addirittura, il primo segnale della gravidanza, avvertito ancora prima del primo salto mestruale. In linea di massima si tratta di disturbi che si risolvono da soli nei primi tre mesi di gestazione. Il vomito, che di solito si verifica la mattina, cessa di solito tra la dodicesima e quattordicesima settimana di gestazione, ma nulla impedisce che si protragga più a lungo, e può ripresentarsi nelle ultime settimane prima del parto. Le cause più comuni Non c’è un motivo semplice ed unico che spieghi il perché della nausea e del vomito in gravidanza. I mutamenti ormonali all’inizio della gestazione possono essere in parte responsabili. La prima imputata è l’Hcg o gonadotropina corionica, un ormone prodotto in gravidanza dal corpo luteo, un piccolo organo “provvisorio” che si forma all’interno delle ovaie a concepimento avvenuto. Quest’ormone raggiunge la massima produzione tra la 5^ e la 14^ settimana (periodo nel quale è maggiormente intenso il disturbo delle nausee). Dopo questa fase, la placenta si impianta bene e l’organismo materno tende ad abituarsi definitivamente alla nuova condizione. Nausea e vomito sono quindi i segnali più evidenti della difficoltà di “accoglienza” a cui va incontro l’organismo materno all’insediamento dell’ovulo e allo sviluppo della placenta. Nel corpo della donna si attua un processo di difesa immunitaria che altera il metabolismo dei cibi e provoca una maggiore secrezione dei succhi gastrici. E’ questa sensibilità maggiore che provoca quel profondo senso di fastidio, accompagnato da un vero e proprio malessere. Se la nausea compare negli ultimi mesi di gravidanza, spesso associata a bruciori di stomaco, è causata dalla pressione dell’utero ingrossato che comprime lo stomaco e provoca rigurgiti acidi. La nausea è dovuta al fatto che i succhi gastrici e i cibi ingeriti risalgono verso l’esofago. Oltre a questi motivi, non si può escludere la responsabilità di fattori emotivi. A volte, infatti, la nausea è sintomo esteriore di un malessere psicologico, di paura inconscia della gravidanza, che possono incidere sul sistema neurovegetativo, quella parte del sistema nervoso che presiede a funzioni come la digestione e la respirazione. E’ normale essere sconcertate di fronte a quella grande incognita che rappresenta un bambino, l’importante però è prendere coscienza di queste paure e parlare dei vostri pensieri con tutti quelli che possono aiutarvi. Scoprirete che questa paura che voi sentite solo vostra è più diffusa di quanto crediate! I trucchi per combatterla La maggioranza dei casi di vomito in gravidanza non richiede particolari cure mediche. Anche se per voi sono un grande fastidio, nausea e vomito non provocano danni e conseguenze per il bambino, che nei primi tre mesi attinge direttamente alle riserve della mamma accumulate prima dell’inizio della gravidanza, e non risente nemmeno di un suo mancato aumento di peso. Se la nausea e il vomito vi debilitano ci sono diversi provvedimenti che potete prendere.
Prestate una maggiore attenzione a ciò che mangiate.
Evitate gli alimenti raffinati, fritti e speziati, l’alcol e il caffè.
Se la nausea compare al mattino, quando lo stomaco è vuoto e il livello degli zuccheri nel sangue è più basso, è bene mangiare qualcosa a letto prima di alzarsi. Mangiate qualcosa di asciutto per assorbire al massimo le secrezioni dei succhi gastrici: andranno benissimo nocciole, crackers o biscotti con marmellata o miele, vietati invece caffè, tè o spremute di agrumi che aumentano l’acidità.
Mangiate poco e spesso. Durante il giorno evitate i pasti unici e abbondanti e consumate anche 6 o 7 spuntini, a base di cibi secchi, o di frutta e verdura, e in genere di tutti quegli alimenti che tengono lo stomaco costantemente pieno, ma non troppo impegnato a produrre succhi gastrici.
Smettete di fumare. Le mamme fumatrici, o che vivono in ambienti con fumatori, sono molto più soggette a soffrire di nausea e vomito delle altre.
Per vincere la nausea è bene affidarsi ai propri gusti personali, senza sforzarsi di mangiare cibi non graditi nella convinzione che facciano bene. Quello che importa è che l’alimentazione sia varia ed equilibrata.
Se la nausea si accentua sotto lo stimolo di alcuni odori, cercate di stare alla larga dalla cucina. La tempesta ormonale che avviene durante i nove mesi, infatti, acuisce il senso dell’olfatto favorendo una particolare repulsione per certi cibi o bevande, di cui magari in precedenza si era ghiotte, provocando un improvviso attacco di nausea.
Le medicine contro il vomito sono ormai poco usate, ma se nulla riesce a fermare i sintomi può darsi che il medico ve ne prescriva una. I rischi per il bambino sono minimi specialmente dopo la decima settimana. Se la futura mamma soffre di attacchi di vomito subito dopo i pasti (che impediscono l’assimilazione degli alimenti), o se gli attacchi si ripetono più volte nel corso della giornata, è bene informare il ginecologo. Può trattarsi infatti di iperemesi gravidica, un disturbo che può provocare un calo eccessivo di peso, scarsa idratazione, cali di pressione, per cui può essere necessario il ricovero in ospedale, dove verrà praticata una fleboclisi. Le cause dell’iperemesi andrebbero comunque trattate con una psicoterapia. Spesso infatti sono relegate nell’inconscio e solo un terapeuta esperto è in grado di arrivare alla radice del problema.
da GuidaGenitori di Angelo Salini

